Il Vino Novello: la risposta italiana al francese Beaujolais

Il vino novello presenta caratteristiche organolettiche particolari, che tendono a essere molto gradevoli e apprezzate da molti.

É un vino con un colore che varia dal rosso chiaro al porpora. Gli aromi sono tipicamente quelli dei frutti rossi come fragole e lamponi. In genere il gusto è molto piacevole, poco tannico e morbido.

Per apprezzare le sue caratteristiche dev'essere servito ad una temperatura compresa tra i 14° e i 16° C.

Il consiglio generale è quello di consumarlo pochi mesi dopo l'imbottigliamento, per evitare che perda le sue particolarità, non essendo adatto all'invecchiamento. É quindi un vino giovane con una gradazione alcolica minima di 11°.

 

Da cosa derivano le caratteristiche di questo vino? Principalmente dalla macerazione particolare a cui sono sottoposte le uve.

Non si procede infatti alla vinificazione in rosso tradizionale con pigiatura delle uve, fermentazione alcolica, affinamento e stabilizzazione.

In questo caso si utilizza la macerazione carbonica: i raspi di uva interi vengono posti in apposite autoclavi in genere di acciaio inox; queste vengono chiuse ermeticamente e saturate con anidride carbonica. Di conseguenza si sottopone l'autoclave ad una temperatura di 30°C, per un periodo che varia dai 7 ai 20 giorni.

Le uve tendono a schiacciarsi tra di loro, liberando mosto, che inizia a fermentare grazie ai lieviti naturalmente presenti sulla buccia dell'uva.

La fermentazione causa un ulteriore assottigliamento della buccia degli acini interi rimasti; si instaura così un meccanismo a catena e la fermentazione degli zuccheri in alcol etilico procede rapidamente.

Durante gli ultimi giorni l'uva viene prelevata, pigiata delicatamente e posta in un contenitore per il breve periodo di affinamento.

 

Il vino può essere commercializzato a partire dal 30 ottobre fino a fine dicembre, come previsto dal Decreto Ministeriale del 13/08/2012.

La stessa normativa prevede che almeno il 40% dell'uva utilizzata per la produzione del vino sia sottoposta a una macerazione carbonica, la restante parte può essere vinificata con metodo tradizionale.

 

Il vino novello italiano è associato al Beaujolais Nouveau, vino nato nel 1934 in Francia, che però prevede un disciplinare di produzione molto più rigido. In questo caso, infatti il 100% delle uve devono essere sottoposte a macerazione carbonica, e possono essere vinificati solo i grappoli del vitigno Gamay. Inoltre cambia anche il periodo di commercializzazione.

 

L'approdo sul mercato del vino Novello inizia pochi giorni prima della festa di San Martino, che ricorre l'11 novembre.

Il santo è da sempre associato al vino, perché proprio nei giorni vicini all' 11 novembre le cantine vengono tradizionalmente aperte per procedere all'assaggio del vino che dovrebbe essere giunto a maturazione.

 

Questa ricorrenza diventa quindi un'occasione di festa particolarmente sentita in alcune regioni e città: i bambini veneziani sono soliti andare in giro per i vicoli recitando la filastrocca di San Martino e chiedendo delle monete per poter comprare il biscotto tradizionale che lo rappresenta. In Alto Adige ricorre il Törggelen, usanza che prevede l'assaggio del vino nuovo accompagnato dalle castagne. La Sicilia, invece, si distingue per la sua ricchezza di prodotti che vengono preparati proprio in occasione di San Martino per accompagnare l'assaggio dei vini.

Tra i tanti dolci troviamo un biscotto rotondo, aromatizzato ai semi di anice, e bagnato nel vino moscato: u viscottu di San Martino abbagnatu.

 

Oggi, in occasione della festa del santo del vino, si preparano tante manifestazioni e degustazioni nelle varie cantine di tutta Italia...sicuramente non mancherà un assaggio di Vino Novello.

 

Guarino Valentina

 

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Commenti: 1
  • #1

    Jean-Michel (giovedì, 16 novembre 2017 21:21)

    È un buon articolo. Non sapevo che c'erano il Vino Novello in Italia.