Torino, la città del cioccolato

Il Piemonte ed il cioccolato sono legati da una storia d'amore che dura dal 1600 circa, ovvero da quando Carlo Emanuele I, duca di Savoia, sposò Caterina, la figlia di Filippo II Re di Spagna, paese in cui il cioccolato era già noto da alcuni tempi grazie a Cristoforo Colombo. Quest'ultimo infatti aveva scoperto il consumo di una bevanda a base di fave di cacao molto amara, diffusa tra le popolazioni indigene americane, e al suo rientro portò alcuni dei frutti della pianta del cacao in Spagna.

 

Carlo Emanuele I introdusse la bevanda a corte, che divenne subito di tendenza anche tra le classi

più elevate della società, e nel corso del 1600 le cioccolaterie si diffusero non solo a Torino, nuova capitale del Regno dei Savoia, ma anche a Firenze, Venezia e nella Contea di Modica,  quest'ultima sotto il controllo spagnolo.

Il consumo e la produzione della cioccolata in forma solida, e quindi di tavolette, avvenne però solo nel 1826, grazie all'imprenditore Paul Caffarel.

 

Torino, però, non si poteva accontentare di essere la città italiana pioniera nella lavorazione del cioccolato, ma voleva creare qualcosa dal sapore caratteristico, oggi nota come “cioccolata gianduja”. In realtà questa bontà è nata per far fronte ad una necessità del 1852.

 

Napoleone Bonaparte aveva infatti imposto un blocco commerciale all'Inghilterra, che controllava le più fiorenti piantagioni di cacao. Ciò fece salire di molto i prezzi, tanto che i cioccolatai torinesi, per cercare di ridurre la quantità di cioccolato impiegato nelle loro preparazioni,e quindi i costi, sostituirono parte di questo con una farina di nocciole, prodotto molto diffuso in Piemonte e all'epoca più economico.

Si rivelò subito una scelta azzeccata perché la nocciola è ricca di oli che si combinano perfettamente con la massa di cioccolato; con il passare degli anni e l'affinamento delle tecniche è stato possibile produrre una “pasta gianduja” dalle caratteristiche più raffinate, grazie anche all'uso di una farina di nocciole molto fine e tostata meglio.

 

Famosa in tutto il mondo è la nocciola Tonda Gentile delle Langhe, con marchio I.G.P, conosciuta anche come “ nocciola Piemonte”. Le sue caratteristiche si sposano perfettamente a quelle del cioccolato, e permettono di ottenere un prodotto aromatico e delicato; per questo motivo le tavolette di gianduja più pregiate vengono preparate con queste nocciole.

 

Sempre sul finire del 1800 la cioccolata torinese venne utilizzata per preparare dei cioccolatini dalla forma particolare, i “gianduiotti”.

La loro forma viene associata o al cappello di Gianduja, la maschera di carnevale, oppure a quello dei Carabinieri.

 

I Gianduiotti furono distribuiti per la prima volta nel 1865 durante la festa del Carnevale, incartati in un involucro di stagnola dorata. Sono stati i primi cioccolatini incartati della storia.

 

Oggi esistono alcune varianti di questo cioccolato, che viene ad esempio proposto sottoforma di creme spalmabili.

 

Torino e il suo distretto si confermano come principale centro italiano per la lavorazione del cioccolato; nella sola città metropolitana di Torino si contano 72 imprese impiegate in questo settore.

 

Se non siete ancora convinti della bontà di questa specialità piemontese, Torino è pronta ad accogliervi a “CioccolaTO”, manifestazione che si svolge per le vie della città dal 2003 dove si possono incontrare i produttori, pasticceri e artisti del mondo del cioccolato. 

 

Valentina Guarino

 


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