L’acqua di domani: non più in sorso ma in un boccone!

Per le bevande bisogna usare il verbo “bere” mentre per i cibi solidi il verbo “mangiare”, questo ci hanno insegnato i nostri genitori, ma ecco che il team di Skipping Rocks Lab vuole cambiare questa regola: sta per arrivare Ooho, la bolla d’acqua che si può tenere in mano e ingoiare!

 

 

Proprio così: il liquido è imprigionato da una doppia pellicola, perfettamente edibile! È infatti composta da alginati di sodio, ottenuti da alghe marine, e da cloruro di calcio. I ricercatori hanno sfruttato la tecnica della gelificazione (la stessa che si usa in cucina) per ottenere una membrana gelatinosa, capace di trattenere i liquidi, senza influenzarne il gusto. E a proposito di gusto, se l’idea di masticare una pellicola di alghe ti lascia perplesso, puoi semplicemente bucarla con i denti e tornare a “bere” l’acqua!

 

La pellicola di Ooho, oltre che commestibile, si può biodegradare in 4-6 settimane; per essere prodotta richiede cinque volte meno CO2 e 9 volte meno energia del PET. Ma quanto costerà questa invenzione? La fregatura di un prodotto che appare così bello sarà sicuramente nel prezzo, si potrebbe pensare, invece i ricercatori dichiarano che creare una bolla costi solo 2 centesimi... meno della plastica!

 

L’obiettivo del team è quello di rivoluzionare il mondo del packaging, sostituendo le bottiglie di plastica con qualcosa che sia davvero ecosostenibile, al fine di ridurre l’impatto ambientale e l’inquinamento di oceani e acque potabili (famosa ormai l’isola di plastica in mezzo al pacifico, ma non solo: uno studio pubblicato dal Theguardian rivela che le microplastiche sono presenti nelle acque dei rubinetti di tutto il mondo, con un picco del 94% di campioni trovati con fibre per gli USA!). Già adesso è possibile aromatizzare e colorare la pellicola, inoltre è idonea per contenere altre bevande, liquori e pure cosmetici! E l’etichetta? La si può mettere tra i due strati della pellicola, senza che l’inchiostro intacchi il contenuto!

 

L’idea è nata nel 2014 da tre ricercatori Spagnoli, forse dopo aver mangiato una frittata, perché per creare la bolla hanno semplicemente pensato di imitare la membrana del tuorlo d’uovo: sottile e commestibile, che protegge un liquido molto prezioso! Da quel momento nei laboratori della Skipping Rocks Lab, start-up situata nell’Imperial College di Londra, hanno sviluppato il prodotto e la tecnologia per produrla in massa. A tal fine hanno anche lanciato una campagna di crowdfunding, che ad oggi ha raccolto più del doppio dei soldi necessari per sviluppare il progetto. Così, adesso i ricercatori vogliono lanciare la loro invenzione sul mercato, mentre in questi anni avevano mostrato la loro opera solo in alcuni eventi e a pochi passanti per le strade. Ma perché questo strano nome, “Ooho”? I ricercatori hanno dichiarato di voler richiamare la parola “eau (“acqua” in francese), ma non solo: è anche un’espressione di meraviglia, la stessa che mostrano le persone che hanno assaggiato la bolla, a causa dell’improvvisa liberazione dell’acqua!

 

Dunque vi è un nobile scopo dietro questa invenzione, che ha già vinto diversi riconoscimenti, e il cui potenziale commerciale ha già attratto diversi investitori, tuttavia bisogna chiedersi se nell’uso quotidiano davvero potrà sostituire tutti i pregi della plastica. Il team stesso dichiara che la shelf life, affinchè il prodotto rimanga fresco, è di pochi giorni, mentre una bottiglia di plastica di certo non si deperisce da sola. Inoltre, come si può osservare dai video mostrati dalla Skipping Rocks Lab, le bolle sembrano essere molto fragili e le dimensioni limitate, perciò bisognerebbe vedere come si intende trasportarle in massa. Su questo punto però il team ha dichiarato che ultimamente sta lavorando proprio sull’aumentare la rigidità della pellicola, così da aumentare la sua resistenza.

 

Non resta che vedere quali saranno i futuri sviluppi, intanto non vi è dubbio che sarebbe un gran bene riuscire a ridurre la produzione di plastica, e che il primo investitore a beneficiare di questa invenzione sarebbe il nostro pianeta.

 

Fabio Scarnato

 

 

Fonti: sito ooho 

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