TTIP: Transatlantic Trade and Investment Partnership

 

Una settimana fa vi abbiamo chiesto di esprimere un vostro parere sul TTIP. L’esito del sondaggio è riportato nell’immagine sottostante.

 

Ma che cos’è il TTIP?

Il TTIP è un trattato che ha l’intento di modificare le regolamentazioni e di abbattere i dazi e le dogane tra Europa e Stati Uniti al fine di rendere il commercio meno vincolato. 

 

Perché qualcuno lo definisce “pericoloso”?

Questo trattato, come mostrato nel servizio delle Iene, che vi abbiamo condiviso nella nostra pagina Facebook, viene negoziato in segreto tra Commissione UE e Governo USA. L’intento è di costruire un grande mercato che primeggi nei confronti di Cina, India e Brasile economie in rapida e crescente espansione. Viene definito pericoloso perché le regole per la creazione di questo mercato interno tra l’Ue e gli Stati Uniti, non verranno determinate dai nostri Governi, ma modellate da organismi tecnici sovranazionali sulle esigenze delle multinazionali. Si prevede l’istituzione di due organismi tecnici molto potenti e fuori da ogni controllo da parte degli Stati e quindi dei cittadini, consentendo alle imprese europee o americane di citare gli opposti governi qualora democraticamente introducessero normative, anche importanti per i propri cittadini, che ledessero i loro interessi passati, presenti e futuri.

 

Per chi è allora vantaggioso il TTIP?

Il vantaggio derivato dal TTIP riguarda le imprese italiane che esportano nel mercato internazionale, contenendo i propri prezzi con il decadimento delle tasse da export, risulterebbero avvantaggiate nelle vendite. Per gli USA, il vantaggio riguarderebbe l’immissione d’ingenti quantità di cibo nei nostri mercati a prezzi vantaggiosi perché prodotti a costi inferiori. Il livello qualitativo risulterebbe essere compromesso, in favore del prezzo basso dei prodotti USA, creando così una forbice sempre più ampia tra le fasce di prezzo tra i prodotti venduti nei supermarket. I consumatori si ritroverebbero a dover scegliere tra prodotti da discount a prezzi convenienti ma di scarsa qualità e prodotti di nicchia a prezzi considerevoli ma di elevata qualità. Tutto l’assortimento eterogeneo del patrimonio gastronomico italiano potrebbe subire un duro colpo, non riuscendo a ritagliarsi spazi tra gli scaffali.

 

Il TTIP può produrre danni per la salute?

Il rischio è elevato. In Europa vige il “sacrosanto” principio di precauzione. Il principio di precauzione consiste nel testare e provare scientificamente la sicurezza di un prodotto prima di immetterlo nel mercato. Qualsiasi dubbio o perplessità riguardante la salubrità e la sicurezza di un alimento fa si che questo alimento venga ritirato e controllato, dall’autorità predisposta ai controlli, EFSA, EUROPEAN FOOD SAFETY AUTHORITY. Negli USA invece sono gli stessi cittadini che devono presentare e dimostrare che un prodotto gli abbia causato un danno alla salute. Dunque solo dopo aver immesso il prodotto sul mercato. Con il TTIP inoltre si rischierà di dover accettare sostanze chimiche sintetiche che in Europa sono state vietate perché pericolose e dannose per la salute, ma largamente utilizzate dalle multinazionali americane. Il rischio è quello di dover accettare prodotti che contengono sostanze da noi vietate. Un altro scenario è quello di riuscire a bloccare questi prodotti contenti le sostanze nocive al costo di pagare il danno alle industrie americane che decidono di adeguarsi ai nostri standard europei. 

 

Diamo un’occhiata ai dati raccolti con il sondaggio

La tendenza dei dati è sfavorevole al trattato. Il campione che ha risposto è composto da una popolazione di 100 individui i quali avevano più opzioni di risposta. Le risposte contate sono state 116. Il 13% delle risposte è a favore del TTIP pensando che possa in qualche modo contribuire a migliorare il mercato agroalimentare mondiale.

 

Luca Casile

 


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