Energia a portata di... Lattina!

Lattine con colori sgargianti, grafica attraente, spot mozzafiato con tanto di frase ad effetto. Sono gli energy drink o, in italiano, “bevande energizzanti”.

Non bisogna confondere queste bevande con quelle che rientrano nella categoria degli “sport

drink”, che si differenziano per composizione e utilizzo.

Questi ultimi presentano soprattutto percentuali variabili di acqua, sali minerali e zucchero; non hanno effetti stimolanti o particolarmente energizzanti, ma vengono utilizzati dagli sportivi per prevenire la disidratazione e un'eccessiva perdita di sostanze utili durante gare e allenamenti.

 

Gli energy drink, invece, hanno lo scopo principale di stimolare l'organismo, apportando energia.

La storia di queste bevande è difficile da raccontare, in quanto manca un'adeguata documentazione.

Senza dubbio, però, bevande con lo scopo stimolante erano già prodotte e consumate in tempi

antichi, soprattutto quelle a base di tè e caffè.

Durante la prima metà del 1900 vennero avviati studi per produrre bevande energizzanti in ambito

medico; fu l'inglese William Owen, nel 1927, a brevettare il Lucozade, che recentemente è stato al

centro di numerose critiche riferite al suo spot, che promuoveva il suo consumo rispetto a quello

dell'acqua.

La diffusa bevanda era nata come farmaco, ma venne poi riproposto come bevanda energetica, ed

ora anche come sport drink.

In pochi conoscono invece le origini thailandesi della “Red Bull”; nata come Energy drink a base di

taurina, la ricetta originale venne rivisitata da un imprenditore austriaco e lanciata sul mercato

occidentale.

Queste bevande sembrano avere particolare successo tra i giovani, e tra gli ingredienti che possiamo

trovare più frequentemente in questi prodotti abbiamo:

  • La caffeina: è naturalmente presente nel caffè, cacao, tè e cola. È la sostanza psicoattiva più comune e consumata al mondo, nota per i suoi effetti stimolanti. Non bisogna dimenticare che la caffeina può causare dipendenza, nota come “caffeismo”; un consumo eccessivo porta ad insonnia, agitazione e palpitazioni cardiache, arrivando fino alla “overdose da caffeina”, che ha come effetto principale la sovrastimolazione del sistema nervoso.
  • La taurina: composto chimico derivante da un'ammina, viene isolata partendo dalla bile del toro. La taurina è abbondante anche nell'organismo umano, viene infatti sintetizzata dal fegato per svolgere importanti funzioni, tra queste la regolazione del volume cellulare. Viene aggiunto alle bevande come stimolante e antiossidante; inoltre questa sostanza facilita il trasporto di glucosio e degli amminoacidi all'interno della cellula, permettendo la produzione di energia.
  • La carnitina: amminoacido a catena corta, si trova nei tessuti animali e vegetali. Viene aggiunto agli energy drink in quanto questa sostanza permette il trasporto degli acidi grassi all'interno dei mitocondri, sede della sintesi energetica.
  • Il guaranà: pianta nativa della foresta amazzonica, contiene una sostanza analoga alla caffeina, e ha quindi un effetto eccitante. Al guaranà sono state da sempre associate virtù medicinali, tra cui l'incremento della resistenza fisica e il miglioramento delle circolazione. Un eccessivo consumo porta, anche in questo caso, insonnia e ipertensione.

Gli Energy Drink sono consumati dal 40% circa degli adolescenti, e spesso contengono quantità

molto alte di sostanze psicoattive che, su individui ancora in fase di sviluppo possono causare

conseguenze gravi.

Il consumo delle bevande energizzanti, inoltre, è spesso associato a quello di alcolici, pensando che

i primi possano contrastare gli effetti sedativi dell'alcol. Questa pratica è molto pericolosa, perché

oltre alla disinibizione indotta da quest'ultimi, si ha una sensazione di estrema resistenza indotta

dagli energy drinks.

Sostanze che agiscono sul sistema nervoso e che possono creare dipendenza devono essere

consumate in quantità limitate da tutti noi.

 

Ricordiamo, però che i prodotti alimentari in commercio nei paesi dell'Unione Europea, sono

sottoposti a rigidi controlli e in genere le sostanze che potrebbero causare problemi alla salute

possono essere aggiunti solo in dosi prestabilite e considerate “ innocue”.

Sta ad ognuno di noi consumare queste bevande in modo responsabile. 

 

Valentina Guarino 

 


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