Come dice la canzone, “Con un poco di zucchero la pillola va giù”

“Con un poco di zucchero la pillola va giù...” recitava una famosa canzone della tata più amata dai bambini.

Lo zucchero, che rende contenti grandi e piccini, rientra comunemente in molte preparazioni, industriali e non, diventando un ingrediente abituale della nostra dieta. Ma cos'è questo famoso “zucchero da tavola”?

Non è altro che saccarosio, un disaccaride formato da glucosio e fruttosio. Generalmente si estrae dalla canna da zucchero o dalla barbabietola. Sulle nostre tavole si può trovare sia raffinato, solitamente bianco, che grezzo o integrale, di colore più scuro. Tra le caratteristiche più note di questo alimento abbiamo aspetto cristallino, colore bianco, sapore dolce e solubilità in acqua.

Con il suo apporto di 7 Kcal/g, rientra nella categoria degli zuccheri semplici, ovvero quegli zuccheri che vengono metabolizzati velocemente dal nostro organismo, fornendoci in breve tempo energia. Il consumo di saccarosio, o più in generale di zuccheri semplici, non dev'essere eliminato dalla nostra dieta, ma per lo meno controllato, in modo da evitare picchi glicemici eccessivi.

 

Negli anni si sono diffusi vari dolcificanti con un apporto calorico inferiore o in alcuni casi pari a zero. É il caso, ad esempio, del noto Aspartame. Questo è un dolcificante artificiale sintetizzato per la prima volta nel 1965 da un chimico americano. Fin dalla sua scoperta e sperimentazione in laboratorio fu sospettato di essere un agente cancerogeno. Una commissione di esperti ne approvò però la commercializzazione, che venne successivamente legalizzata anche in Europa. Questo apporta le stesse Kcal/g del saccarosio, ma ha un potere dolcificante nettamente superiore; di conseguenza ne basta una quantità minima per rendere dolci bevande, merendine e prodotti vari. Per questa sua caratteristica potrebbe essere il degno sostituto dello zucchero, sopratutto in prodotti per diabetici o per chi segue regimi alimentari particolari. Il dibattito sulla sua cancerogenicità è, però ancora aperto, e nel frattempo l'Unione europea ha fissato delle dosi di assunzione giornaliera, entro le quali l'aspartame non dovrebbe causare problemi alla salute.

 

Forse, proprio a causa dei vari dubbi che vi sono intorno a quest'ultimo, si stanno diffondendo sempre più dolcificanti di origine naturale; tra questi troviamo la Stevia. Essa si estrae dalle foglie disidratate della Stevia rabaudiana, una pianta erbacea-arbustiva il cui habitat naturale sono le montagne tra Paraguay e Brasile. I principi attivi sono lo stevioside e il rebaudioside A, che conferiscono alla Stevia un potere dolcificante 200 volte superiore rispetto al saccarosio. Uno dei maggiori vantaggi di questo prodotto è legato al suo apporto calorico, pari a zero. Anche la comparsa di questo dolcificante sul mercato è stata accompagnata da accuse di cancerogenicità non ancora confermate con certezza. Nel luglio del 2012 l'UE ha approvato la produzione e commercializzazione dell'edulcorante a base di Stevia, che sembra diffondersi sempre di più. Questo dolcificante sta infatti diventando il protagonista di bevande, chewingum e vari prodotti di marchi noti che lo sponsorizzano con animate campagne pubblicitarie. La Commissione europea ha fissato un dosaggio massimo entro il quale può essere addizionato ai prodotti industriali.

 

I vari sostituti del saccarosio sembrano quindi non avere vita facile! In attesa di maggiori studi e chiarimenti sulle proprietà di questi ingredienti è importante rispettare le raccomandazioni degli esperti, senza però mai rinunciare a un po' di dolcezza! 

 

Valentina Guarino

 


Scrivi commento

Commenti: 0