L’alimentazione sportiva nell’Antica Grecia

Una buona performance sportiva si raggiunge associando ad un duro allenamento una buona alimentazione in grado di consentire all’atleta un recupero efficace e immediato. Oggi gli atleti concedono molta attenzione alla loro dieta, spesso colmando la mancanza di alcune componenti alimentari con l’utilizzo dei cosiddetti integratori alimentari. Quest’utilizzo sfrenato dell’alimentazione per aumentare la proprio prestazione sportiva non è un’usanza esclusivamente moderna, poiché fin dall’Antica Grecia si prestava estrema attenzione a ciò che mangiavano gli atleti impegnati durante la partecipazione alle prime Olimpiadi.

 

L’alimentazione giornaliera dei Greci iniziava con una colazione leggera, denominata akràtisma, costituita da olive, formaggio e fichi, a cui spesso si accompagnava una fetta di pane intinta nel vino puro. Il pasto principale era il pranzo, ovvero l’ariston, dove i Greci si abbuffavano dopo lo “spuntino” della colazione. Focacce d’orzo o di grano, carni rosse o bianche, cacciagione allo spiedo, legumi, cipolle, aglio, vari tipi di olive e formaggi.

 

Ma torniamo a noi! Chi voleva diventare un vero campione Olimpico doveva necessariamente seguire una dieta mirata e uno stile di vita completamente differente. Inizialmente consumavano solo pane, miele, frutta secca, pesce e verdura, soltanto più tardi si aggiunsero alimenti contenenti proteine animali, che fornivano loro un’”energia superiore”.

 

Alcuni studiosi greci affermarono che quest’ultimi dormivano sulla terra o su pagliericci, lavandosi in fiumi e nutrendosi di gallette d’orzo, frutta e formaggio caprino con cui preparavano delle vere e proprie fondute. Uno stile di vita duro, ma l’austerità mirava proprio a rafforzare l’animo e il corpo dell’atleta. I medici solitamente prescrivevano una “dieta tipo” ai futuri campioni olimpici: durante la colazione era solito consumare pane, miele, latte di capra e farina impastata con olio; a mezzogiorno subentrava la frutta secca, accompagnata da fichi, crostoni di pane di farro con vegetali, olive nere, uova, formaggio caprino e alte quantità di vino mielato; a cena spesso si consumava carne allo spiedo o alla griglia accompagnate da erbe aromatiche, zuppa nera con carne, formaggio, verdure cotte o crude, pesce marinato e frutta.

 

Una dieta completa in grado di apportare contemporaneamente sazietà e un alto apporto nutritivo. Chissà se gli atleti moderni possano prendere qualche spunto da questo genere di dieta sportiva.

 

Jacopo Tamion

 


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