Via al progetto "Asti SolidaLmente": le eccedenze alimentari a disposizione dei più bisognosi

Anche la città di Asti aderisce al progetto del Buon Samaritano attuando l'iniziativa "Asti SolidaLmente", che prevede un programma di recupero pasti volto a promuovere azioni contro la povertà e la marginalità sociale.

 

In particolare il progetto, che prevede la collaborazione tra il Comune di Asti, la Cooperativa ELSA e la Casa di Riposo Città di Asti, intende recuperare le eccedenze alimentari della mensa dell'Ospedale Cardinal Massaia per distribuirle gratuitamente al centro di distribuzione per le persone bisognose di Corso Genova 30 (AT).

Gli obiettivi in previsione sono dunque di tre tipi:

  • Sociale, aiutando le persone in difficoltà.
  • Ambientale, riducendo lo smaltimento dei rifiuti.
  • Economico, aumentando i posti di lavoro.

"Nel dettaglio, gli alimenti non distribuiti durante il pranzo nell'Ospedale Cardinal Massaia verranno raccolti intorno alle 14.30 da parte degli operatori dell'ASL AT e ne verranno verificate l'integrità e le condizioni igienico-sanitarie. Le derrate inviate alla cucina verranno successivamente trasferite in contenitori gastronorm e abbattute di temperatura da parte degli operatori della cooperativa ELSA, sotto la supervisione del personale della cucina" - afferma Luca Casile, tirocinante dell'Università di Torino che ha avuto un ruolo da protagonista nella progettazione e nello sviluppo del progetto. "Da qui lo stoccaggio all'interno degli abbattitori perdura fino alle ore 8.00 del giorno successivo - aggiunge - quando gli alimenti verranno trasportati dal personale della Casa di Riposo Città di Asti presso la mensa dei poveri del Comune di Asti, dove verranno consumati a pranzo previa verifica delle quantità comunicate, della conformità delle temperature e delle condizioni igienico-sanitarie".

“Si calcola che quotidianamente al Massaia non vengano distribuiti circa 30/40 pasti al giorno" – afferma Ida Grossi, direttore generale dell’ASL AT -. "Questo ci permette di sostenere un servizio di utilità sociale a favore di soggetti bisognosi. Anche in questo ambito l’ASL contribuisce attivamente per dare risposte alle purtroppo numerose fragilità presenti sul territorio”.

 

Un progetto che la Regione Piemonte sta sostenendo fortemente, così come afferma la consigliera Angela Motta: “Una legge quella sul recupero dei beni invenduti e di spreco come possono essere quelli alimentari che la Regione ha approvato da un anno. L’intenzione è di allargare questo modo di agire alle Scuole, ai Comuni, alle aziende sanitarie e a tutti gli enti interessati, affinché si possano aiutare le persone più bisognose e in difficoltà”.

 

“Avevo assistito alla nascita di progetti come questo in altre città – ha dichiarato monsignor Francesco Ravinale, vescovo di Asti -. Ho sempre avuto il desiderio di realizzarlo. Quello che viene sottoscritto oggi è la realizzazione di un mio desiderio. Auguro tutto il bene per questa iniziativa a cui la Diocesi guarda con interesse e sosterrà con grande piacere”.

 

“La collaborazione concreta tra i diversi soggetti coinvolti permette a iniziative come questa di mettere motore anche ad altre attività per dare risposte ai bisogni dei cittadini, in particolare a quelli fragili e meno fortunati” ha sottolineato infine il sindaco di Asti Fabrizio Brignolo.

 

Il protocollo, firmato in data di lunedì 27 giugno 2016, entrerà in vigore nelle prossime settimane. Anche Asti entrerà dunque a far parte della virtuosa lista delle città solidali nei confronti dei più poveri, ed ha in programma la volontà, a partire da settembre, di coinvolgere nel progetto anche le scuole, in modo da recuperare un maggior numero di eccedenze alimentari che diversamente finirebbero per andare perse. 

 

Marco Bellatore

 


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