Conte Collalto, il vino elegante dalla nobile storia

Generalmente non capita di conoscere aziende dalla storia millenaria, ma nel trevigiano, per la precisione a Susegana, è presente un’eccezione che perviene fino ai giorni nostri: stiamo parlando dell’azienda agricola Conte Collalto, la cui produzione enologica che si protrae fino ad oggi. 

Era infatti il remoto 958 d.C. quando Berengario II, allora Re d’Italia, affidò al genero antenato della famiglia Collalto, Conte Rambaldo I, la Contea di Lovadina con prati, pascoli, boschi e vigneti. Da quel momento, epoca del dominio longobardo nell’Italia nord-orientale e degli albori del feudalesimo, ebbe inizio la storia di una nobil casata dedicatasi intensamente alla produzione enologica, susseguitasi fino all’attuale gestione di Isabella Collalto de Croÿ, soprannominata “Principessa del Prosecco”.

 

Proprio questa tipologia di vino è il “cavallo di battaglia” dell’azienda, che vantando un’estensione di 250 ettari (di cui 150 coltivati a vigneto) e dedicandone 90 alla produzione di Prosecco Superiore, è la più grande azienda vitivinicola per estensione nell’area D.O.C.G del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene.

 

Uno dei più importanti elementi caratterizzanti la famiglia Collalto ed i frutti della sua produzione enologica è il forte senso di amore e di appartenenza nei confronti della terra che da oltre mille anni ospita i vitigni, e che ha dato sede alle vicende familiari che di volta in volta si sono succedute nel tempo. Un amore che coinvolge anche gli abitanti di Susegana, con i quali l’azienda privilegia la collaborazione sia in campagna che in cantina. Oltre al sentimento nobile, la famiglia Collalto è legata alla terra con un secondo ma non per importanza impulso, il rispetto. La produzione viene effettuata assecondando con calma i ritmi della natura, senza violenze o prevaricazioni sui tempi da questa dettati, esaltando così ogni singolo carattere delle uve locali. È così che vendemmia dopo vendemmia, con la costante osservazione della natura, dei suoi fenomeni e delle sue manifestazioni, dal sistematico monitoraggio del vino lungo tutte le sue fasi, dall’assaggio e riassaggio dei risultati enologici ottenuti, vengono prodotti i vini Collalto, che sfociano in prodotti eccellenti ed eleganti sotto tutti i punti di vista. 

 

 

Forte del proprio legame con il territorio, la Famiglia Collalto riserba anche grande sensibilità verso la sostenibilità ambientale, e per questo possiede una sua centrale elettrica per sfruttare al massimo le proprie fonti energetiche rinnovabili, mirando al continuo miglioramento del patrimonio ambientale attraverso una gestione colturale oculata nel rispetto della biodiversità locale. A tal proposito, a partire dagli anni ’90 l’azienda si è impegnata in un rigoroso programma di reimpianto dei vigneti, finalizzato al raggiungimento di un equilibrio vegetoproduttivo ottimale del patrimonio vitato. Il programma perdura tutt’ora ed ha portato ad adottare forme di allevamento della vite meno produttive ma qualificanti, quali il Guyot.

 

Ad ora, Conte Collalto produce la bellezza di 850.000 bottiglie all’anno, delle quali oltre 550 mila di Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene D.O.C.G. Tutte la produzione avviene esclusivamente con la lavorazione delle uve di proprietà. In particolare, i vini posti sul mercato che provengono da vitigni autoctoni sono:

  • Cinque Prosecchi: uno Fermo “Tranquillo”, un Frizzante, e tre Spumanti (Brut, Dry millesimato ed Extra-Dry).
  • Un Verdiso (bianco), vitigno a bacca bianca storicamente presente sulle colline di Conegliano.
  • Quattro Manzoni, impollinazioni di vitigni diversi che danno origine a nuove viti che producono un’uva totalmente nuova, frutto dalla ricerca del professor Luigi Manzoni negli anni 1920-1930. Precisamente Manzoni Bianco (vitigni Pinot Bianco e Riesling Renano), Manzoni Rosso 2.15 (Prosecco e Cabernet Sauvignon), Manzoni Moscato (Raboso Piave e Moscato d’Amburgo) e Manzoni Rosa (Traminer e Trebbiano).
  • Un Wildbacher (rosso), vitigno speziato e molto colorato proveniente dalla Stira, in Austria, importato alla fine dell’800 da Ottaviano Collalto.

Ad essi, si aggiungono due vini ottenuti da sapienti assemblaggi del migliore raccolto di ogni singola vendemmia, diventati ormai le etichette storiche dell’azienda:

  • Vinciguerra I, Colli di Conegliano Rosso D.O.C.G, frutto della vinificazione di Cabernet, Merlot e Marzemino.
  • Rambaldo VIII, vino deciso che nasce dall’attenta unione di uve Merlot, Cabernet Sauvignon e Refosco.

Chiudono infine la rosa alcuni vini ottenuti da vitigni internazionali come il fruttato Chardonnay, l’elegante Pinot Grigio, il versatile Cabernet Sauvignon ed il raffinato Merlot.

 

Conte Collalto vanta inoltre la produzione di una grappa ottenuta da bucce di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Manzoni Rosso, Manzoni Bianco e Marzemino, e di un olio spremuto a freddo dalle olive delle varietà Frantoio, Leccino, Mandarino e Pendolino, prodotte dagli ulivi di proprietà.

 

 

I vini Collalto sono opere di passione create a regola d’arte grazie ad un’esperienza millenaria. Nessun elemento viene lasciato al caso, ma è il risultato di un armonico susseguirsi di ideazioni, progettazioni e valutazioni che contribuiscono a mantenere alti i valori di un’azienda dall’eleganza intramontabile. È per questo che tale azienda può essere considerata come un gioiello dell’eccellenza alimentare italiana, un gioiello che, come molti altri nel Bel Paese, è motivo di orgoglio per il nostro patrimonio e di invidia per quello degli altri.

 

Marco Bellatore

 


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