Il Trattato internazionale contro la pesca illegale entra in vigore da oggi

Proprio da oggi, Giornata mondiale dell'Ambiente, l'accordo FAO sulle Misure dello Stato d'Approdo diventa legge internazionale vincolante. Ad annunciarlo è la stessa Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, che nel 2009 riuscì a permettere la sua adozione dopo lunghi anni di negoziazione.

 

Il Trattato diventa dunque vincolante per i 29 paesi firmatari che vi hanno aderito, che sono rispettivamente Australia, Barbados, Cile, Costa Rica, Cuba, Repubblica Dominicana, Unione Europea (come organizzazione membro), Gabon, Guinea, Guyana, Islanda, Mauritius, Mozambico, Myanmar, Nuova Zelanda, Norvegia, Oman, Palau, Repubblica di Corea, Saint Kitts e Nevis, Seychelles, Somalia, Sud Africa, Sri Lanka, Sudan, Thailandia, Tonga, Stati Uniti d'America, Uruguay e Vanuatu. Purtroppo attualmente l'Italia non spicca tra questi virtuosi paesi, ma la speranza è quella di vederla tra essi molto presto.

 

Grazie a questo Trattato i firmatari sono ora obbligati a mettere in atto una serie di misure nella gestione dei porti sotto il loro controllo, al fine di identificare i casi di pesca illegale, impedire che il pescato da essa derivante venga sbarcato e commercializzato, ed assicurare che le informazioni sulle imbarcazioni che infrangono le regole vengano condivise a livello globale.

 

 "E' un grande passo verso l'obiettivo di realizzare un settore ittico sostenibile che possa contribuire a nutrire il pianeta" ha detto il direttore generale della FAO Graziano da Silva, che ha concluso affermando: "elogiamo quei paesi che hanno già firmato il Trattato e che cominceranno a metterlo in pratica da oggi, mentre invitiamo i governi che ancora non lo hanno fatto ad unirsi a questo sforzo collettivo per eliminare la pesca illegale e salvaguardare il futuro delle nostre risorse ittiche".

 

Un passo in avanti nella lotta contro una pratica che purtroppo produce diversi danni sia sotto il punto di vista economico che ambientale, in quanto la pesca illegale non regolamentata rischia davvero di far scomparire la preziosa biodiversità che caratterizza la fauna marittima di diverse acque in tutto il mondo.

 

Marco Bellatore

 

Fonte: ansa.it

 


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