Via libera all'obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte

Il 31 maggio 2016, nella Giornata Nazionale del Latte, è stato raggiunto un importante traguardo per produttori e consumatori italiani, in quanto il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha inviato per la prima verifica a Bruxelles lo schema di decreto che introduce l'indicazione obbligatoria dell'origine per i prodotti lattiero caseari in Italia.

Questo sistema consentirà di indicare con chiarezza al consumatore la provenienza delle materie prime di molti prodotti come latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini.

Finalmente il consumatore potrà avere trasparenza sulla provenienza del latte con cui sono stati fatti i prodotti al momento dell'acquisto, essendo così in grado di effettuare scelte più consapevoli.

 

In particolare, il decreto prevede che il latte e i suoi derivati dovranno avere obbligatoriamente indicata l'origine della materia prima in etichetta con le seguenti diciture:

  • "Paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte";
  • "Paese di confezionamento: nome del paese in cui il prodotto è stato confezionato"
  • "Paese di trasformazione: nome del paese nel quale è stato trasformato il latte";

Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato, nello stesso paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo di una sola dicitura: ad esempio "ORIGINE DEL LATTE: ITALIA".

In ogni caso sarà obbligatorio indicare espressamente il paese di mungitura del latte.

Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più paesi, diversi dall'Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture:

origine del latte: Paesi UE

origine del latte: Paesi NON UE

origine del latte: Paesi UE E NON UE.

Sono esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all'origine e il latte fresco già tracciato. (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali)

 

Questa notizia potrà avere riscontri positivi anche sull'economia italiana, in quanto secondo le affermazioni del presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo gli italiani sarebbero disposti a spendere fino al 20% in più per alimenti prodotti con latte di origine esclusivamente del Bel Paese. Secondo il Ministero dell’Agricoltura inoltre, in più di 9 casi su 10 i consumatori considerano molto importante che in etichetta si riporti il Paese d’origine del latte fresco (95%) e di quello destinato alla produzione dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione. 

 

Questo obbligo è importante anche per il fatto che non sarà più possibile ottenere il falso Made in Italy, che interessa davvero tantissimi prodotti lattiero-caseari prodotti con latte di origine straniera. E' noto infatti che la metà delle mozzarelle sono prodotte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, dato che resta allo scuro perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta.

 

I produttori italiani potranno tirare un sospiro di sollievo dopo le recenti notizie che vedevano alcune multinazionali come Parmalat smettere di comprare latte in Italia per importarlo da produttori esteri (come si evince da un nostro recente articolo). Latte, formaggi e yogurt prodotti in Italia torneranno ad essere i migliori, dato che la produzione è garantita da livelli di sicurezza e qualità superiore, grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa.

 

Marco Bellatore

 

Fonti: giovanimpresa.coldiretti.it, governo.it

 


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