Campari, un'opera di rossa passione destinata a rimanere immutata nel tempo

In molti paesi del mondo il rosso rappresenta il colore distintivo di una determinata ora della giornata. Non si riferisce ad una macchina, ad un vestito o ad un cibo, ma ad un drink che attraverso la forza della sua immagine ha trasformato un’antica ricetta artigianale in un sensazionale successo industriale. È il Campari, una delle icone dell’aperitivo italiano.

È il lontano 1860 quando Gaspare Campari inventa a Novara un nuovo liquore attraverso l’infusione in alcol e acqua di erbe aromatiche, piante e frutta. In breve tempo, vendendolo nel suo Caffè Camparino nella Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, città dell’aperitivo per eccellenza insieme a Torino, egli insieme al figlio Davide riesce a far ottenere al suo prodotto un successo travolgente, che in pochi anni verrà esportato in diversi paesi esteri grazie all’apertura del primo impianto produttivo a Sesto San Giovanni, trasmettendo così la tradizione dell’aperitivo a culture diverse da quella italiana.

 

La fortuna ottenuta passa anche dall’innovazione dell’utilizzo di nuove pratiche pubblicitarie come illustrazioni, manifesti e spot televisivi (ne abbiamo riportato un esempio qui sotto) che coinvolgendo artisti di grande fama si sono sempre rivelate vere e proprie opere d’arte. Questa pratica raggiunge l’apice con la creazione nel 2000 del calendario Campari, che ogni anno vede come testimonial personaggi di calibro mondiale, e che viene stampato in sole 9.999 copie distribuite a clienti e collaboratori di spicco.

Dato il successo commerciale, Campari possiede ora importanti marchi come Cinzano, Aperol, Crodino, Biancosarti, Mondoro, SKYY Vodka, Glen Grant, Appleton Estate, Amaro Averna, Zedda Piras, American Honey, Cynar, Lemon Soda e molti altri.

 

Ad oggi le filiali del gruppo sono ben 14, distribuite in tutto il mondo. Nel 2004 l’azienda ha chiuso lo stabilimento di Sesto San Giovanni, dove ora risiedono solamente la sede e la Galleria Campari, per aprire la fabbrica di Novi Ligure, che abbiamo avuto la possibilità di visitare. Una mossa davvero ben studiata in termini logistici: questa cittadina si trova infatti in mezzo al triangolo industriale formato da Milano, Torino e Genova, presenta nelle vicinanze tre importanti aeroporti internazionali ed uno dei porti navali più importanti d’Europa. La posizione strategica permette inoltre di attribuire il certificato DOCG al vino Asti Spumante che qui viene prodotto sotto il marchio Cinzano.

La ricetta del Campari rimane invariata e tramandata gelosamente da oltre 150 anni, custodita in totale segretezza e preparata con le moderne tecnologie che il mercato mette a disposizione. Basti pensare che solamente 5 persone al mondo, che rimangono in totale anonimato, conoscono l’elenco esatto delle erbe e dei frutti che vengono utilizzati per la sua produzione.

 

Il metodo di preparazione prevede quattro fasi:

1 - Macinazione del miscuglio di erbe in un molino.

2 - Infusione. Il miscuglio viene trasferito in un infusore, dove rimane in acqua distillata portata a 90°C. Dopo due giorni, viene aggiunto alcol etilico, lasciando le erbe a macerare in soluzione idroalcolica per 15 giorni. Dopo tale periodo l’infusione viene estratta e posta in serbatoio; le erbe residue vengono così torchiate e distillate per estrarre l’essenza più importante, avente una gradazione alcolica del 70%, che viene riposta in serbatoio.

3 - Fabbricazione. Acqua, alcol, infuso e zucchero vengono posti in dosi preventivamente stabilite in un serbatoio e mantenute a temperatura costante grazie ad uno scambiatore a piastre. Qui vengono miscelati e vi rimangono per 15 giorni.

4 - Filtrazione. Le impurità vengono eliminate grazie ad una prima filtrazione, al termine della quale vengono aggiunti i coloranti naturali che doneranno al prodotto l’inconfondibile colore rosso. Viene poi effettuata una seconda filtrazione per ottenere totale limpidezza. A questo punto viene perfezionata la gradazione alcolica a seconda delle preferenze dei consumatori del paese di destinazione, dopodiché si procede con l’imbottigliamento. Il prodotto finale verrà bevuto durante gli aperitivi di più di 190 paesi in tutto il mondo.

 

Il Campari è ormai diventato una base per cocktail ampiamente utilizzata, come nel caso del Negroni, dell’Americano e del Campari Spritz. Esso rappresenta una sintesi tra innovazione e tradizione che nasce ogni giorno all’ora dell’aperitivo da oltre 150 anni. Un’opera di rossa passione (“red passion”, slogan ormai conosciuto da tutti) che contraddistingue il Made in Italy nel mondo, destinata a rimanere immutata nel tempo.

 

Bellatore Marco

 

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