Vino moldavo spacciato per DOCG Piemontese, sequestrati 70 mila litri di prodotto

Nuova frode alimentare scoperta dalla Guardia di Finanza di Nizza Monferrato a Calamandrana (AT), nel distretto industriale del vino Canelli-Santo Stefano Belbo: in un'azienda di proprietà veneta sono stati rinvenuti circa 70 mila litri di vino che veniva venduto come Moscato d'Asti DOCG, ma il cui contenuto comprendeva diversi mosti tra cui non risultava quello dell'autentico Moscato d'Asti. 

Secondo quando riportato nei verbali delle analisi condotte dal Dipartimento dell'Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione frodi dei prodotti agroalimentari Nord-Ovest dell'ufficio di Asti, per la produzione del vino la ditta dell'astigiano avrebbe infatti utilizzato diversi ingredienti tra cui mosto moldavo, moscato parzialmente fermentato, prodotti di derivazione moscato tra cui moscato concentrato rettificato e addirittura vino DOP Venezia Pinot Grigio e Montepulciano. Per questo le Fiamme Gialle hanno provveduto al sequestro dell'intera partita.

 

I responsabili dell'azienda sono stati accusati di frode nell'esercizio del commercio e di contraffazione di indicazioni geografiche e denominazioni di origine di prodotti agroalimentari.

Lo scorso novembre la ditta era inoltre già stata accusata di contraffazione per la vendita di Pinot e Moscato non genuini, accusa che aveva portato al sequestro di 150 mila litri di prodotto. Ora, oltre al falso Moscato d'Asti, l'indagine ha scoperto ricavi sottratti alla cassazione per un valore totale che supera 1,5 milioni di euro, con 400 mila euro d'Iva evasa. 

 "Le attività di controllo - spiega Michele Vendola, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Asti - proseguono, non solo per garantire sicurezza e qualità dei prodotti, ma per verificare anche l'impiego regolare della manodopera"

 

La filiera vitivinicola è purtroppo una delle più soggette alla contraffazione, attività che rischia di mettere a repentaglio la stimata reputazione che negli ultimi anni l'Italia è riuscita a far ottenere ai propri vini. Per questo, è giusto che i responsabili di tali violazioni paghino le proprie azioni con grande severità.

 

Bellatore Marco

 

Fonte: repubblica.it

 


Scrivi commento

Commenti: 0