Il maltempo distrugge parte della produzione di ciliegie in Puglia

Le violente raffiche di vento, gli acquazzoni e gli shock termici che ha perseguitato la penisola italiana negli ultimi giorni non ha esitato a produrre danni alle coltivazioni della Puglia

Secondo quanto afferma Coldiretti sarebbero infatti stati danneggiati il 60% della produzione di ciliegie Bigarreaux ed il 40% della produzione di ciliegie Georgia nella zona di Bari

Il periodo di raccolta della ciliegia ha inizio dalla metà di maggio agli inizi di luglio, e perciò questo evento ha vanificato il duro lavoro di molti imprenditori agricoli, negandogli di recuperare gli investimenti effettuati per tali produzioni.

 

Bari si classifica in cima alla classifica italiana per le provincie che producono la maggior quantità di ciliegie sul proprio territorio, con una percentuale del 34% della produzione nazionale, che corrisponde ad un totale di circa 47 mila tonnellate l'anno. Questo è dovuto al fatto che molti nuclei familiari della provincia ricavano il proprio reddito grazie alle coltivazioni di ciliegio. Il fabbisogno di lavoro per ettaro di ciliegeto specializzato è pari a circa 600 ore, l'85% delle quali assorbite nelle operazioni di raccolta.

 

«La campagna delle ciliegie è iniziata con quantità ridotte della varietà Bigarreaux – dice il direttore di Coldiretti Bari, Marino Pilati - che già registravano cali anche fino al 30-40 per cento per colpa dell’andamento climatico. Nei giorni scorsi a temperature molto alte si sono alternati bruschi cali sino anche a 7 gradi, uno shock termico che ha bruciato numerosi fiori e portato a piccioli molto corti. Vanno riconosciuti gli sforzi che gli imprenditori locali hanno compiuto per garantire un prodotto di alta qualità, un frutto molto delicato come la ciliegia. Tutto ciò richiede un’accuratezza nelle fasi di coltivazione e di raccolta facilmente riscontrabile, per cui la mano dell’uomo non può essere sostituita dalle macchine».

 

Bellatore Marco

 

Fonti: ansa.it, barisette.it

 

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