Storie di Produttori: il Birrificio San Michele

C’è un luogo a poche decine di chilometri da Torino dove tradizione e innovazione si incontrano generando un connubio perfetto. È un piccolo paradiso a cui non potrete sicuramente rinunciare se siete amanti del gusto e della buona birra. Si chiama Birrificio San Michele e si trova a Sant’Ambrogio di Torino, in una struttura molto suggestiva dell’800 collocata ai piedi del monte Pirchiriano, dove la Sacra di San Michele, da cui deriva il nome dell’impresa, sovrasta il magnifico paesaggio montuoso della Val di Susa. 

 

La nascita dell’azienda, risalente al 2010, è interamente dovuta alla passione del suo ideatore Bruno Gentile, ex manager nel settore tecnologico innamoratosi durante diverse esperienze lavorative all’estero della birra artigianale, tanto da volerne esaltare il gusto e farne emergere il valore all’interno di un mercato ormai saturo di prodotti di impatto industriale, dove gli alimenti non hanno più una propria e definita identità. 

La birra artigianale è un prodotto che si contraddistingue dalla birra industriale per il fatto di non essere pastorizzata e, generalmente, non filtrata. Gli ingredienti utilizzati per la produzione sono del tutto naturali.

A differenza del prodotto industriale, il quale viene sottoposto a pastorizzazione e filtrazione che ne inattivano il lievito e gli annessi microrganismi, ed al quale vengono aggiunti additivi e stabilizzanti per prolungarne la shelf-life nel tempo, il prodotto artigianale può essere considerato “vivo” perché al suo interno sono ancora attivi lieviti e microrganismi. Proprio a causa della presenza di questi ultimi, la birra artigianale può evolversi nel tempo sotto un punto di vista compositivo ed organolettico.

 

Nessun elemento che riguardi il Birrificio sembra essere lasciato al caso, dal caratteristico logo che rappresenta la Sacra, allo studiato design di ogni singola bottiglia, passando per i nomi delle birre prodotte, che associandosi a differenti capolavori della lirica rimembrano un mix di percezioni ed emozioni visive, olfattive, gustative, uditive e tattili che contraddistinguono ogni singola goccia prodotta. 

 

Fin dal momento della sua nascita, la Birra San Michele ha potuto vantare di qualifiche attribuibili solo ai prodotti eccellenti: non a caso la Norma, birra alle Castagne, è stata premiata per quattro volte, nel 2011, 2012, 2013 3 2015, come miglior birra d’Italia nella sua categoria, e analogamente la Carmen, birra rossa Pale Ale, ha ricevuto la medaglia di bronzo nel 2011. 

Con le finora tredici tipologie di birra presenti sul mercato, attribuibili ognuna ad un diverso stile brassicolo, San Michele è in grado soddisfare il palato di tutti i suoi amanti, da chi preferisce una bionda dolce, a coloro che apprezzano maggiormente una rossa amara, una scura dal retrogusto che ricorda il caffè, oppure una “triplo malto” molto alcolica. Tra le birre prodotte si annoverano infatti Aida (Ambrata Fumè), Butterfly (Bionda Kolsch), Carmen (Rossa Pale Ale), Desdemona (Scura Stout), Lady Macbeth (Bionda Indian Pale Ale), Lucia di Lammermoor (Rossa Bitter), Manon (Bionda Blanche), Norma (Rossa alle Castagne), Semiramide (Scura Barley Wine), Tosca (Bionda Pilsner), Traviata (Bionda al Miele), Turandot (Scura d’Abbazia) e Valchiria (Bionda Weizen). 

 

Birra San Michele ricopre finora con i suoi prodotti buona parte del territorio nazionale, ma esporta in gran misura anche all’estero, precisamente in nord Europa, nord America e Asia, soprattutto in Giappone. Questo dato può considerarsi un vanto sia per l’azienda che per l’Italia intera, la cui produzione di birra artigianale è un fenomeno relativamente giovane ma dal grande sviluppo e successo, considerando che viene spesso apprezzata da paesi che sono produttori di tradizione come Germania e Inghilterra.

 

 

Oltre al laboratorio, il Birrificio presenta anche un vero e proprio salone di degustazione con vista diretta su cucina e locale di produzione. Qui è possibile gustare prodotti particolari preparati con la birra e da abbinare ad essa, alcuni dei quali vengono appositamente studiati e proposti settimanalmente, dagli antipasti ai dolci. Non viene effettuato servizio al tavolo, elemento ormai caratteristico e identificativo dell’attività e che permette di generare un’atmosfera raffinata e conviviale, in modo da potersi soffermare su un target di clientela ricercato.

 

In base a quanto finora affermato, invitiamo tutti coloro che amano il cibo, la birra artigianale e i bei paesaggi ad effettuare una gita domenicale in Val di Susa, in modo da fermarsi per pranzo al Birrificio San Michele ed effettuare un’escursione pomeridiana all’omonima Sacra, complesso architettonico simbolo che risale all’undicesimo secolo, ricco di storia e dall’incredibile fascino. 

 

Bellatore Marco

 

Immagini da Birrificio San Michele 

 


Scrivi commento

Commenti: 0