I pediatri difendono l'olio di Palma definendolo simile al burro!

Vito Leonardo Miniello, docente di Nutrizione pediatrica presso l'Università di Bari, ha spiegato chiaramente, al termine del congresso nazionale "Medieterannea" tenutosi a Bari, che non esiste motivo per demonizzare l'olio di palma, il quale potrebbe essere paragonato ad un prodotto utilizzato in grandi quantità nelle nostre cucine, ovvero il burro

 

 

Secondo il vicepresidente nazionale della Società Italiana di pediatria preventiva e sociale, l'olio di palma e qualsiasi altro grasso incriminato sono prodotti che dovrebbero essere assunti con estrema attenzione poiché possono incrementare i livelli di colesterolo innalzando così i rischi per la saluta umana, indipendentemente dalla loro origine animale o vegetale. 

 

Come accennato diverse volte, Miniello ha ribadito inoltre la metafora che disegna il latte materno come un grande contenitore di acidi grassi saturi, tra i quali, circa il 50 %, è rappresentato da acido palmitico, composto altamente presente nell'oleina di palma. I bambini che non hanno la possibilità di essere allattati dalle proprie mamme, gli vengono solitamente somministrati dei latti formulati

Quest'ultimi, a differenza di quello che si pensa, vengono trattati proprio con oli tropicali, al fine di assicurare ai neonati una minima quota calorica indispensabile che solo gli acidi grassi possono garantire per pareggiare così il profilo lipidico riscontrato negli allattati al seno. 

 

Sono queste le ragione per cui, secondo il presidente Sipps Giuseppe Di Mauro, non bisogna avere in alcun modo paura dell'olio di palma o di qualsiasi altro grasso incriminato. Il problema non risulta essere la loro presenza all'interno di alcuni prodotti, ma il loro uso ed abuso che avviene col passare degli anni, dove gran parte della popolazione consuma grandi quantità di snack e merendine, non per ragioni prettamente nutrizionali, ma semplicemente perché condizionati dal gadget e dalle sorprese presenti al loro interno. 

 

Il dibattito non sembra voler giungere al termine. I pareri degli specialisti sembrano essere sempre più in contrapposizione tra loro, non permettendo al consumatore di poter comprendere realmente la realtà dei fatti. Una cosa è sicura però: evitiamo l'abuso di snack e merendine, difendiamo la nostra salute con tutte le nostre forze!

 

 

Fonte: Ansa.it

Tamion Jacopo

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