Pesce: fresco, surgelato o in conserva, purché si consumi!

Il pesce è tra gli alimenti più consigliati dai nutrizionisti, ma spesso è consumato in quantità insufficienti sulle nostre tavole.

È ricco di acqua, proteine a elevato valore biologico e facilmente digeribili grazie alla ridotta quantità di tessuto connettivo. Sono presenti inoltre sali minerali come calcio, fosforo e iodio e buone quantità di vitamina A, D e vitamine del gruppo B.

Per quanto riguarda i grassi, le percentuali variano tra le diverse specie dallo 0.5% fino al 27%. I grassi presenti nelle carni ittiche sono principalmente fosfolipidi e grassi insaturi ad alta concentrazione di omega 3, principali responsabili degli effetti benefici del pesce.

In base al contenuto di grassi, i prodotti della pesca si dividono in:

  • Magri (meno del 3%): acciuga, aragosta, calamari, cozze, gamberi, merluzzo, nasello, polpo, seppia, sogliola, spigola, vongola;
  • Semigrassi (3%-8%): triglia, sardina, cefalo, carpe, storioni, pesce spada, orata;
  • Grassi (più dell’8%): anguilla, aringa, sgombro, salmone, tonno.

Il contenuto di grassi può variare in base al ciclo biologico e all’età del pesce, quindi è una caratterizzazione soggetta a possibili variazioni.

Sono ormai noti, e scientificamente provati, i benefici che gli acidi grassi omega 3 apportano alla salute dell’uomo: prevenzione di malattie cardiovascolari con riduzione dei livelli plasmatici di trigliceridi e di colesterolo LDL “cattivo”, prevenzione di malattie neurodegenerative e malattie croniche intestinali, cancro, ictus e artrite reumatoide. Inoltre, secondo l'indagine "Dal Mare alla Tavola: il pesce nell'alimentazione moderna" promossa da Nostromo, una porzione di pesce consumata regolarmente riduce il rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

 

Il consumo di pesce è consigliato soprattutto alle donne in gravidanza, poiché gli omega 3 favoriscono lo sviluppo fetale, e agli anziani per il ricco contenuto di calcio e altri minerali che aiutano a prevenire le malattie ossee come l’osteoporosi.

 

Affinché si verifichino questi effetti, il pesce deve essere consumato con regolarità almeno 2 volte a settimana, preferendo cotture al forno, alla griglia, al vapore o lessatura evitando le amate fritture.

La vita frenetica e i fattori socio economici, primi fra tutti il costo della materia prima, impediscono di acquistarlo più spesso ma molte persone non sanno che il pesce, se correttamente surgelato, garantisce una qualità e un gusto pari a quelle del pesce fresco, lasciando invariato l’apporto nutritivo. Anche il pesce in conserva è un’ottima alternativa al pesce fresco e consente, come sottolinea Nostromo, di assumere pressappoco i medesimi nutrienti con una maggiore facilità di preparazione e di conservazione.

 

Riguardo al pesce in conserva è da considerare la differenza tra tonno al naturale dove c’è un maggiore apporto di sodio dovuto alla salamoia in cui è immerso, e quello sott’olio in cui vi è un apporto calorico più alto.

Numerosi consigli sono oggetto di una campagna informativa lanciata da Nostromo, che propone ricette sane e pratiche per il consumo di pesce tramite il blog www.profondamentebuono.it.

 

Longobardi Chiara

 

Fonti: ansa.it. salute.gov.it, ncbi.nlm.nih.gov

 


Scrivi commento

Commenti: 0