Conclusa l'operazione Opson V: un sequestro alimentare dalle dimensioni colossali

Era partita nel novembre 2015 e si è definitivamente conclusa lo scorso febbraio. Stiamo parlando di Opson V, una maxi operazione compiuta grazie alla collaborazione di Interpol, Europol e delle forze dell'ordine di ben 57 diversi paesi che ha portato al sequestro di 10.000 tonnellate di cibo e di oltre 1 milione di litri di bevande che rappresentavano un rischio per la salute umana.

Tra gli alimenti sequestrati si annoverano 9 tonnellate di zucchero contaminato con fertilizzante in Sudan, 30 tonnellate di carne illegale, tra cui anche quella di bufalo, in Thailandia, migliaia di scatole di sardine contraffatte in Bolivia, 85 tonnellate di olive colorate con solfato di rame in Italia e 70 chilogrammi di interiora di pollo conservate illegalmente con formalina. Purtroppo la lista non finisce qui, perché agli alimenti già elencati vanno ad aggiungersi diversi chilogrammi di carne di scimmia in Belgio, 11 chilogrammi di locuste e 20 chilogrammi di bruchi in Francia e numerosi lotti di alcol adulterato in diversi paesi come Grecia e Regno Unito.

Rilevanti contraffazioni sono state rilevate anche in alimenti come cioccolato, dolci destinati al consumo dei più piccoli e champagne analcolico, intercettati dai doganieri di Italia, Ungheria, Lituania e Romania, e diretti verso i paesi dell'Europa Occidentale.

 

"Cibo e bevande contraffatte e pericolose minacciano la salute e la sicurezza delle persone in tutto il mondo, che sono spesso ignare di acquistare questi prodotti potenzialmente pericolosi", ha affermato Michael Ellis, capo dell'unità dell'Interpol anti-contraffazioni. Rende perplesso chiunque  la consapevolezza dei mezzi che erano disposte ad utilizzare queste organizzazioni criminali, incuranti della salute dei consumatori davanti al solo obiettivo del raggiungimento del profitto personale. 

 

Sarebbe forse necessario intensificare i controlli nei paesi meno curanti delle modalità di produzione delle proprie aziende, cercando di aumentare anche la comunicazione tra gli enti preposti e i consumatori finali, passando per gli intermediari di filiera, in modo da fermare queste operazioni illegali sul nascere.

 

Bellatore Marco

 

Fonte: teatronaturale.it

 


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