Una mela al giorno leva il medico di torno: lo dice il proverbio, ma soprattutto la ricerca scientifica!

La mela è il frutto della pianta del melo e rappresenta, a oggi, uno dei frutti più consumati al mondo.

 

Attualmente, esistono più di 2.000 varietà ed è in grado di crescere a diverse latitudini. In Italia, le mele sono coltivate soprattutto al Nord, nella regione del Trentino-Alto Adige, dove troviamo varietà come, ad esempio, la Golden o la Red Delicious, la Pink Lady, la Granny Smith e la Fuji.

È un frutto facile da conservare, è poco costoso e anche se la maturazione naturale varia da fine agosto a metà ottobre, è possibile trovarla in commercio tutto l’anno grazie alle importazioni dai paesi esteri e ai sistemi di maturazione lenta in atmosfera controllata, utilizzati soprattutto per la conservazione dei prodotti biologici.

 

 

Dal punto di vista nutrizionale, una mela media da 100 grammi ha sole 38 kcal ed è costituita da:

 

·         Acqua: 85.2 g;

·         Zuccheri: 10 g tra cui fruttosio, glucosio e saccarosio;

·         Proteine: 0.2 g;                                                      

·         Grassi: in tracce, quasi assenti;

·         Fibra: 2.6 g.

 

 

Accanto ai principali macronutrienti, la mela è ricca di micronutrienti, indispensabili per importanti funzioni organiche, come i minerali calcio, sodio, ferro, potassio, magnesio e altri, e le vitamine C,A,B1 e B2.

Le mele, oltre a rappresentare una ricca fonte di nutrienti, apportano al nostro organismo dei composti non nutritivi: i cosiddetti composti fitochimici, nello specifico i flavonoidi come la quercetina.

 

Queste sostanze sono presenti in tutti i tipi di frutta ma si trovano in particolare a livello della buccia della mela, nella quale la concentrazione di flavonoidi è tre volte maggiore rispetto alla polpa. I flavonoidi rappresentano i principali responsabili degli effetti antiossidanti, antitumorali, antinfiammatori e antimicrobici di questo frutto.

Nella buccia è inoltre presente la pectina, una fibra solubile di cui la mela è particolarmente ricca, la quale non è digerita e assimilata dall’organismo, ma al livello intestinale è in grado di svolgere diverse azioni benefiche:

·         Limita l’assunzione di zuccheri, aiutando a stabilizzare la glicemia e prevenire il diabete;

·         È metabolizzata dalla flora batterica intestinale, producendo acidi grassi a corta catena i quali svolgono un ruolo importante nell’inibire la sintesi epatica di colesterolo;

·         Limita il riassorbimento intestinale di acidi biliari, obbligando il fegato a utilizzare colesterolo endogeno per la sintesi di nuovi prodotti biliari, determinando un abbassamento dei livelli di colesterolo “cattivo” LDL nel sangue e un aumento del colesterolo “buono” HDL;

·         in ultimo, ma non per importanza, le fibre prolungano il senso di sazietà e sono un valido aiuto in una dieta dimagrante da consumare, ad esempio, come spuntino tra i pasti.

 

 

È bene quindi acquisire la sana abitudine di mangiare le mele senza sbucciarle per non perdere questi straordinari effetti, purché si tratti di mele biologiche che non sono state trattate con pesticidi dannosi per la nostra salute.

Negli ultimi anni, questo frutto è stato oggetto di numerosi studi scientifici che hanno dimostrato la correlazione tra un frequente consumo di mele e un minor rischio di malattie croniche, come le malattie cardiovascolari, di diversi tipi di cancro e di ictus. Inoltre, studi d’intervento sull’uomo e sugli animali mostrano gli effetti benefici del consumo di mele sul metabolismo dei lipidi, sulla funzione vascolare, sull’asma e disfunzioni polmonari, oltre che su diabete e obesità rendendo questo frutto un valido alleato nella prevenzione di numerose patologie.

 

 

L’ultima conferma arriva dalla Scuola di Medicina e Farmacologia dell’Università del Western Australia, dove è stato condotto uno studio della durata di 15 anni su circa 1500 donne, di età compresa tra i 70 e gli 85 anni. Alle partecipanti è stato chiesto di rispondere a un questionario che indagava il consumo di frutta e dai risultati è emerso che le donne che consumavano una mela al giorno avevano un rischio di mortalità del 35% in meno rispetto a chi non ne consumava affatto. 

Jonathan Hodgson, responsabile dello studio, ha affermato che: “Le mele offrono un contributo significativo a fattori dietetici ritenuti importanti per la salute: fibra dietetica, flavonoidi, vitamine come la C, potassio e magnesio". Lo studioso aggiunge che bisogna tener conto anche del legame tra lo stile di vita e il consumo regolare di frutta, suggerendo che le donne che consumano la frutta quotidianamente, conducono uno stile di vita più sano, un fattore che potrebbe contribuire al minor rischio di mortalità.

“Abbiamo osservato che altri frutti sono associati con un rischio ridotto di mortalità da malattie cardiovascolari o cancro”, osserva Hodgson. “Le banane in particolare hanno dimostrato di proteggere da malattie cardiovascolari. Quindi incoraggiamo il consumo non solo di mele ma anche di altra frutta”.

 

 

In conclusione, un consumo quotidiano di mele rigorosamente con la buccia e di frutta di stagione, unitamente a un sano stile di vita, ci aiuta a prevenire numerose condizioni patologiche e togliere il medico di torno!

 

Longobardi Chiara

 

Fonti: ansa.it, ncbi.nlm.nih.gov

 


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