Le proprietà del polline, un aiuto inaspettato dalle api

Le api sono principalmente conosciute per la produzione del miele, alimento sempre più presente nell’alimentazione italiana, grazie alle sue proprietà nutrizionali e benefiche per l’organismo.

 

La semplice, ma affascinante gerarchia che contraddistingue questi insetti, assegna un preciso ruolo ad ogni singola ape che compone l’alveare. Un ruolo fondamentale è ricoperto dalle api bottinatrici che hanno la funzione di raccogliere e trasportare il polline all’alveare, che verrà utilizzato poi dalle api nutrici per produrre la pappa reale e per nutrire le api.

 

Ma che cos’è il polline? Viene prodotto dai sacchi pollinici delle antere dei fiori e corrispondo alle cellule riproduttrici maschili della pianta. Si presenta come una polverina giallo-marroncina o verde-bluastra, a seconda della specie vegetale a cui appartiene, ed emana una fragranza dolce, molto caratteristica. Le api raccolgono il polline perché rappresenta la parte proteica della loro dieta, ma perché è considerato come un integratore nell’alimentazione umana?

 

La composizione del polline varia in base alla specie da cui proviene, ma sicuramente contiene molti amminoacidi essenziali (lisina, valina, leucina, isoleucina, triptofano e metionina) e anche amminoacidi che influenzano l’accrescimento (arginina, prolina e serina). Le proprietà antinfiammatorie del polline d’api sono note fin dall’antichità grazie alla presenza di vitamina C e di altri componenti come i flavonoidi, gli antiossidanti più diffusi tra le specie vegetali, che inibiscono direttamente i principali enzimi d’innesco dell'infiammazione e della trasmissione del dolore.

 

Oltre all’azione antinfiammatoria, agisce anche sul metabolismo in generale poiché contiene moltissimi elementi preziosi per l’organismo, come ad esempio il manganese che è un attivatore tiroideo che stimola le reazioni metaboliche e le vitamine del gruppo B che sono implicate nella rigenerazione delle cellule e dei tessuti. In particolare la niacina o vitamina B3 presente nel polline sembra avere un’azione disintossicante da molte tipologie di tossine, alcol e droghe comprese.

Il polline sembrerebbe avere anche effetti benefici sull’umore e sulle tensioni emotive e nervose, agendo come antidepressivo naturale; i dati su questo aspetto però sono molto indicativi non essendoci evidenze cliniche degne di nota.

 

Ogni granulo di polline contiene circa il 35% di glucidi che lo rendono un alimento dalle importanti proprietà rivitalizzanti, inoltre la presenza, anche se in piccola percentuale, di acidi grassi insaturi arricchisce le caratteristiche nutrizionali di questo speciale alimento.

 

Come va consumato il polline? Le dosi dipendono, ovviamente, dalla tipologia di fiore di cui si sta parlando, mediamente sono consigliati 1-2 cucchiaini al giorno, meglio se a digiuno o comunque lontano dai pasti per consentire l’assorbimento completo delle sostante nell’intestino. Uniche controindicazioni: ai soggetti allergici può dare numerosi disturbi, anche gravi ed è controindicato in gravidanza e durante l’allattamento. Essendo anch’esso un alimento, ne va controllata l’origine per evitare la contaminazione da pesticidi soprattutto per i prodotti extracomunitari, generalmente poco controllati.

 

In gastronomia è praticamente inutilizzato poiché, oltre ad avere un sapore molto particolare, quindi difficilmente accostabile con altri alimenti, non può essere assolutamente cotto altrimenti tutte le sostanze benefiche andrebbero perse. Si può dire quindi, che il polline possiede moltissime caratteristiche nutrizionali che difficilmente in natura si trovano concentrate in un unico alimento, facendo di esso uno dei più importanti integratori alimentari naturali che vale la pena valorizzare e conoscere!

 

Fonti: www.benessere360.com

Arianna Bertolotto

 


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