Ad un anno dalla rimozione delle quote latte: i primi dati statistici

E' già trascorso il primo anno dopo la rimozione delle quote latte, e i dati pervenuti da tutta Europa non sono molto diversi da quelli che ci attendevamo. A farne le spese sono principalmente i produttori, che si ritrovano in uno stato di crisi dovuto all'incremento delle produzioni, che hanno visto una crescita del 5,6% in un anno, e alla diminuzione dei prezzi.

 

Secondo i dati dell'Osservatorio del Mercato Europeo, l'Italia tutto sommato ha subìto una diminuzione dei prezzi minore rispetto alla media europea. Se infatti il prezzo del latte medio del Vecchio Continente si è abbassato del 7% in un anno, quello italiano è diminuito del 3%, passando da 35,54 centesimi/litro di Gennaio 2015 a 34,38 centesimi/litro di Gennaio 2016.

A farne le maggiori spese sono stati Irlanda (-12%), Polonia, Francia, Belgio (-8%), e Germania (-7%), mentre hanno risentito meno del colpo paesi come Cipro, Malta, Grecia e Finlandia. Nonostante la crisi dei prezzi, le vendite di latte crudo sono in netta crescita, e vedono l'Irlanda a quota +19,95%, il Belgio a +17,92%, e Olanda a +15,5%.

 

In Italia le vendite hanno subìto un incremento del 4,4%, ma ciò non ha impedito l'avvento della crisi dei produttori, che ricevono 34 centesimi per litro di latte crudo venduto, mentre al consumo la spesa media di latte di alta qualità è di 1,5 euro, margine di guadagno più alto d'Europa. A causa di questo, Coldiretti sta portando avanti una campagna di protesta dichiarando che i produttori sono immersi in una crisi "che non ha precedenti", portando così alla costretta chiusura di molti allevamenti.

Questa situazione, continua Coldiretti, favorisce le speculazioni di chi importa latte italiano dall'estero, spacciandolo per latte italiano.

 

Come potremo salvare i nostri piccoli produttori, senza favorire le grandi imprese di commercializzazione Europea e Internazionale?

 

Bellatore Marco

 

Fonte: ansa.it

  


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