Aspergillus Flavus per combattere le aflatossine del mais

Le aflatossine sono delle micotossine prodotte da particolari specie fungine oppure da specifiche muffe. Ricerche e studi correlati hanno evidenziato la tossicità di queste sostanze, ritenendole anche tra le più cancerogene.

 

Esse sono riscontrabili su diversi tipi di cereali quando ci troviamo di fronte a condizioni stagionali insolite, ricche di bruschi cambiamenti climatici, rappresentando così un ampio problema per la filiera maidicola

 

L' innovativa soluzione biologica è stata ideata da un gruppo di ricercatori italiani, i quali hanno denominato la soluzione con il termine AF-X1. La sostanza attiva è un ceppo atossigeno di Aspergillus flavus, incapace di produrre aflatossine, ma in grado di competere con i ceppi tossigeni presenti nell'ambiente, dove la sua funzione risulterebbe quella di impedire l'eventuale colonizzazione e contaminazione delle piante di mais. 

 

La professoressa Paola Battilani, coordinatrice del progetto per l'Università del Sacro Cuore di Piacenza, ha voluto evidenziare come l'AF-X1 rappresenti una soluzione progettata con l'utilizzo del ceppo di Aspergillus flavus, il quale è stato a lungo isolato nei suoli italiani, rappresentando così un fungo autoctono (una specie che si è originata ed evoluta nel luogo in cui si trova) adattato proprio ai territori ed agli ambienti italiani

L'AF-X1 consiste in un prodotto sotto forma di seme, nei quali viene inoculato il fungo atossigeno. Il seme deve essere distribuito con un semplice spandiconcime e non deve essere assolutamente interrato poiché agisce esclusivamente in superficie

 

Il 12 Giugno del 2015 è stata rilasciata l'autorizzazione ufficiale per l'utilizzo del prodotto, e senza perder tempo in Emilia-Romagna, Veneto e Friuli è stato sparso su più di 100 ettari di terreno. 

 

Estremamente interessante è stata la forte collaborazione tra la DuPont Pioneer, l'Università del Sacro Cuore di Piacenza, i Consorzi agrari e Coldiretti, i quali hanno appurato l'efficacia del prodotto dopo un'intensa attività di sperimentazione. 

 

L'aflatossina B1è stata considerata la più pericolosa e la più tossica tra le aflatossine, comportandosi come agente carcinogeno e mutageno, avente come maggior bersaglio il fegato

 

Permane la soddisfazione di un'innovazione tutta Italiana che potrebbe rivoluzionare la produzione di diverse derrate agrarie, con la speranza che possa aumentare anche la sicurezza alimentare al fine di migliorare la saluta umana

 

Fonti: L'informatore Agrario 

Tamion Jacopo

 


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