Saremo tutti entomofagi?

Recenti studi demografici hanno previsto che la popolazione mondiale arriverà a sfiorare i 9 miliardi di individui entro il 2050. Come poter affrontare una crescita di approvvigionamento così repentina in così poco tempo? Secondo quanto riportano alcuni dati statistici, i terreni disponibili destinati al pascolo e all'allevamento di animali per il consumo di carne non sarà sufficiente a garantirne il fabbisogno verso tutte le popolazioni. Proprio per questo, il mondo della scienza e della tecnologia alimentare sta cercando nuovi metodi di produzione allo stesso tempo più efficienti e più sostenibili, e parallelamente a ciò, si è alla ricerca di quelli che potrebbero essere potenzialmente i nuovi alimenti della dieta del futuro. 

Tra di questi, gli insetti sembrano i più considerevoli eredi della carne come fonte di proteine di elevata qualità di origine animale.  Essi sono infatti in grado di apportare fino l'80% delle proteine biodisponibili, oltre a sali minerali, grassi essenziali e fibre, hanno un elevato potere calorico e partecipano tuttora attivamente alla dieta di oltre 2 miliardi di persone nel mondo.

Se infatti molti di noi inorridiscono all'idea di alimentare il proprio stomaco con mosche, grilli e bachi da seta, ci sono popolazioni nel mondo che ne vanno ghiotte. Il motivo di ciò non è attribuibile né a fattori genetici, né fisici, bensì ai soli fattori culturali: gli abitanti di alcuni paesi asiatici hanno imparato ad inserire insetti come cavallette all'interno della propria dieta proprio come molti abitanti europei vi inseriscono la carne bovina o suina. E magari sono gli stessi abitanti asiatici ad accapponare la pelle vedendo nel proprio piatto un fegato di maiale o una lingua di vitello, alimenti molto consumati nella tradizione culturale italiana.

 

Gli unici dubbi riguardano la sicurezza collegata all'eventuale presenza di fattori biologici e chimici, all'allergenicità e a pericoli ambientali dovuti all'uso di insetti come cibi e mangimi. Secondo recenti studi condotti dai ricercatori dell' EFSA, questi fattori possono dipendere fortemente dalla specie, dal tipo di alimentazione dell'insetto, dalla fase del ciclo di vita in cui vengono raccolti e dai mezzi utilizzati per la loro trasformazione, tuttavia i dati finora pervenuti sono troppo poco significativi per poter fondare delle conclusioni.

 

La produzione di insetti nel mondo sta crescendo sempre di più grazie alla nascita di diversi allevamenti, ognuno di questi specializzato per la crescita di una determinata specie. Sono diffusi soprattutto in Asia, Africa e Sud America. 

Da ottobre 2015, il Parlamento Europeo riunitosi a Strasburgo ha decretato il via libera alla commercializzazione di questo tipo di alimenti, che entreranno a far parte delle tavole degli abitanti Europei, sotto approvazione non più di ogni singolo stato, ma della sola Comunità Europea. 

 

Quello che sarà il destino del mercato degli insetti a scopo alimentare riuscirà a mostrarcelo solamente il futuro: magari nel 2050 saremo tutti abituati a gustare spaghetti al ragù di grillo, maccheroni al sugo di vespa, o frittura di larve, ma, nel frattempo, continuiamo a gustarci i nostri squisiti piatti usuali.

 

Bellatore Marco

 

Fonti: efsa.europa.eu, ilfattoquotidiano.it, italbugs.com

 


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